Floating boxes #2 (ultimi ritocchi)

Floating boxes #2 (ultimi ritocchi)

La casa ad Arezzo è ormai terminata. Le pareti sono state demolite lasciando a terra delle tracce di cemento e ottone. Sopra alla superficie continua dei pavimenti in graniglia, ormai fluttuano i nuovi volumi. Siamo agli ultimi ritocchi. Presto il risultato finale.

 

La trama della natura, concorso area accoglienza MRSN di Torino

La trama della natura, concorso area accoglienza MRSN di Torino

Concorso internazionale di architettura per la progettazione delle aree di accoglienza, dei servizi accessori e dell’immagine coordinata del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

“Se si osserva da vicino, ogni evento cela l’infinita raffinatezza della trama della casualità. Se ci si tiene abbastanza lontani, si può scorgere tutto il disegno.” dal libro La misura del mondo di Daniel Kehlmann

Il progetto dà una nuova e forte immagine al museo inserendo un elemento architettonico che attraversa l’edificio reinterpretando e collegando gli ambienti esistenti, insinuandosi nei vuoti e creando nuovi spazi e percorsi. Questo elemento si sviluppa intorno ad una trama reticolare tridimensionale, assumendo funzioni diverse in ogni ambiente, disegnando pareti, scaffali, sedute, desk, dehors e quinte, fino ad arrivare in facciata, ed oltre. Questa griglia ha come modulo base il rettangolo aureo, geometria riscontrabile in natura, e si sviluppa seguendo un algoritmo (realizzato a Grasshopper) Oct Tree che costruisce box intorno a punti distribuiti nello spazio secondo parametri legati alle aree funzionali. Il progetto invita il pubblico a vivere lo spazio secondo sei livelli di interazione: leggi, pensa, esplora, gusta, vivi, sperimenta. Ad ogni interazione è associato un ingrandimento al microscopio di elementi presenti in natura, seguendo relazioni logiche ed evocative. Ogni ingrandimento ispira la scelta del materiale architettonico con cui viene caratterizzata la griglia reticolare ed anche la definizione di una texture grafica. Si crea così una corrispondenza immediata e biunivoca tra architettura e grafica, ispirate alla trama della natura.

 

Floating Boxes #1 (making of)

Floating Boxes #1 (making of)

In un palazzo del secondo dopo guerra in centro ad Arezzo, per accorpare due appartamenti, abbiamo deciso di eliminare tutte le partizioni interne e ridisegnare gli spazi isolando le funzioni in box indipendenti. Presto il risultato!

Casa in Umbria (Box_Tree)

Casa in Umbria (Box_Tree)

Tra le colline umbre, al centro di un borghetto medievale, stiamo aiutando una giovane coppia a sistemare la loro casa. Al centro della casa-torre in mezzo alla natura sta crescendo un albero stilizzato. Sono cominciati i lavori e abbiamo finito gli esecutivi. Presto il risultato finale!

Casa ad Arezzo (Cut-e)

Casa ad Arezzo (Cut-e)

Le prime immagini del cantiere e alcuni disegni di progetto. Presto le fotografie della casa finita.

Illuminazione notturna degli esterni. Rendering

Illuminazione notturna degli esterni. Rendering

La visualizzazione notturna di un progetto architettonico, oltre a comunicare le scelte di light design, riesce ad esaltare la qualità delle soluzioni progettuali adottate. Raggiungere questo risultato non sempre è immediato e spesso un’illuminazione artefatta rischia di ottenere l’effetto opposto a quello prefissato. Per l’elaborazione di rendering che siano visivamente accattivanti ma anche realistici, inseriamo in un modello 3D BIM gli apparecchi illuminanti scelti. In questo modo riproduciamo fedelmente le loro caratteristiche fotometriche (presenti nei file .ies allegati al modello 3D dell’apparecchio) e computiamo la quantità necessaria per una illuminazione ottimale. In fase di rendering, decidiamo in base al tipo di progetto e del contesto, tra realismo “estremo” (solo luci artificiali) e luce crepuscolare, dove i fasci di luce degli apparecchi illuminanti sono visibili ma non protagonisti. Di seguito alcune nostre applicazioni dove è possibile distinguere diverse soluzioni di illuminazione notturna adottate (alcuni dei progetti visualizzati sono stati elaborati in collaborazione con l’arch. Maurizio Trabucco).

Funny Ribbon, concorso Padiglione-Infanzia Milano

Funny Ribbon, concorso Padiglione-Infanzia Milano

Il progetto nasce come una prosecuzione del parco urbano, creando una nuova area verde e un padiglione, che si propone come punto catalizzatore, iconico e riconoscibile.
Il padiglione si sviluppa intorno al “Funny Ribbon”, un muro curvilineo attrezzato che partendo dai percorsi del parco attraversa “sinuoso” l’intero lotto, individuando spazi per il gioco e le attività dei bambini. Il muro continua all’interno dell’edificio, trasformandosi in sedute, librerie e spazi per la lettura.
La ludoteca, su tre piani fuori terra, è costituita da due blocchi ben distinti per rivestimento e tipologia
d’infisso, connessi fra loro ad ogni piano dal corridoio centrale curvilineo.
Ad ogni sala dedicata ai bambini è associato un colore, con cui sono tinteggiati gli infissi, le porte e il pavimento. Colorando gli infissi è possibile distinguere la varie aule già dal giardino, facilitando l’orientamento dei bambini e delle famiglie. Le porte permettono la riconoscibilità degli spazi dal corridoio, mentre il pavimento colorato aiuterà il bambino a identificare la sua posizione.
Progetto in collaborazione con l’Arch. Daniele Rossetti.

Dettagli di ferro

Dettagli di ferro

Nella ristrutturazione di Casa Allegri a Prato non è stato trascurato nessun dettaglio.  A seguito della demolizione di una porzione di solaio, il vano del living nel punto più alto misura 5,60 metri. Con le balaustre abbiamo dato un ordine alle misure, strutturando lo spazio, dividendolo in due parti: sopra i 2,80 metri inizia il ferro e il parapetto delle scale cambia passo. Il semispazio è stato organizzato con elementi orizzontali distribuiti secondo la serie di Fibonacci. Salendo verso l’alto il ferro cambia consistenza e  la superficie forata della lamiera cresce ad ogni intervallo. Al fine di assicurare la corretta esecuzione di ogni dettaglio, sono stati eseguiti disegni fino alla scala 1:1. I montanti verticali delle balaustre salgono nel semispazio collegandosi con le longarine preesistenti e scendono creando una struttura fittizia di un soffitto “che non c’è più” a 2,80 metri. Il parapetto delle scale smorza la diagonale a 45° dei rampanti con una struttura anch’essa orizzontale e legata alle misure assolute dello spazio. L’unico montante verticale del parapetto riprende quello della balaustra alle sue spalle e segna la metà dello spazio rimasto libero del soffitto. In asse con questo montante c’è il lucernario al piano superiore e il lampadario al piano inferiore. Il filo inferiore della cupola di un metro della Flos, inutile a dirsi, si attesta anch’essa a 2,80 metri, così da diventare un lacerto (decorato a stucchi) di quel soffitto che “non c’è più”. Altri dettagli di questo progetto li trovate nell’articolo Casa Allegri.

Shape SIMES per l’Annunciazione del Berti

Shape SIMES per l’Annunciazione del Berti

SIMES è leader mondiale nelle luci da esterno. Per il progetto di ricollocazione dell’Annunciazione del Berti abbiamo studiato la nuova lampada Shape. Questa ha vinto nel 2014 il RedDot Design Award (il riconoscimento più importante al livello internazionale nel campo del design). L’abbiamo scelta perché è la soluzione migliore per illuminare omogeneamente l’intradosso delle finestre poste all’esterno. Il tema del gruppo di statue è proprio la finestra. E’ intorno a questa che si svolge la scena ed è questa che la supporta (anche materialmente). L’illuminazione del solo intradosso (studiata al fine di non avere troppe ombre “portate” sulle statue) esalta la caratteristica di passaggio tra interno ed esterno; di elemento di separazione che unisce il trascendente e l’immanente. La scultura sarà riposizionata al centro di uno spazio, quindi le figure non saranno stagliate su uno sfondo come un alto rilievo, ma potranno essere osservate “a tutto tondo”, rendendo la finestra che le ospita un rudere di un’architettura che non c’è più. L’illuminazione quindi non avrà una direzione: non ci sarà una sorgente luminosa prevalente. La lampada Shape della SIMES (annegata nel cemento) renderà la finestra self-illuminated, oggetto illuminante dell’intera scena. Qui trovate un rendering 3D

Scan to bim#1 Le Murate

Scan to bim#1 Le Murate

L’ex carcere de Le Murate a Firenze, oltre ad essere la sede del nostro studio, rappresenta per noi il campo di sperimentazione privilegiato delle tecniche che di solito utilizziamo. Lo spazio del “panopticon” soprattutto, da subito ha stimolato la ricerca di strumenti sempre nuovi per la comunicazione dello spazio architettonico.

Proprio per questo spazio straordinario abbiamo applicato, partendo da un rilievo laserscanner, la modellazione 3D BIM. In questo modo direttamente dal modello 3D abbiamo estratto piante, sezioni e abachi di porte e finestre, oltre a volumi e superfici dei singoli ambienti.

Abbiamo scelto nella modellazione di ricostruire lo spazio così come è stato concepito, ovvero senza tamponature dei corridoi e con i ballatoi aperti, per permettere da un punto di vista privilegiato (in questo caso il balcone centrale del secondo piano) di controllare tutte le ali delle prigioni.

Il modello 3D è servito anche come base per l’elaborazione dei render panoramici del virtual tour che potete “visitare” sul nostro sito.